La Voce dei Santuari Antoniani

"La Voce dei Santuari Antoniani" è un semplice foglio mensile fronte-retro che si può trovare all'ingresso del Santuario della Visione,...

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Le vetrate artistiche di Lino Dinetto

 
Le vetrate artistiche di Lino Dinetto

Nel Santuario della Visione si ammirano 14 vetrate artistiche istoriate ad opera del maestro Lino Dinetto, realizzate nel 1965 in occasione del 70° anniversario del ritorno dei Frati Minori Conventuali a Camposampiero.
VetrataVis-pLino Dinetto, è un artista padovano – è nato ad Este nel 1927 -  formatosi giovanissimo prima a Venezia e poi a Milano dove ha fatto tesoro degli insegnamenti ricevuti da Sironi e Carrà. Dal 1955 al 1969 ha diretto le sezioni di Pittura e Disegno presso l’Istituto de Bellas Artes di Montevideo. Nel 1960 è tornato in Italia e si è dedica in particolare alla pittura murale e su vetro. A lui si deve la recente decorazione della Cappella dedicata a Santa Chiara nella Basilica di Sant’Antonio a Padova.
I vari quadri ideati per il Santuario della Visone di Camposampiero ricordano in modo vivo e attraente la storia della presenza di s. Antonio in questi luoghi.
La vetrata del Cristo Risorto. Nella trifora, che si apre sulla facciata, al centro si vedono la figura di Gesù risorto e, ai suoi piedi, sopra un monte, l’Agnello immacolato, da cui partono sette rivoli d’acqua, simboleggiante i sette sacramenti. Il mistero pasquale è infatti il centro della liturgia della chiesa e della vita cristiana. Ai lati di Gesù che sale al cielo sono raffigurati i due titolari del santuario: s. Giovanni Battista e s. Antonio, che sono collegati con il mistero centrale: infatti s. Giovanni indicò il Redentore con le parole: “Ecco l’Agnello di Dio” e s. Antonio, morente, esclamò: “Vedo il mio Signore”. Queste sono anche le due scritte che si leggono nelle due finestre laterali della facciata: sono sorrette da Angeli in movimento e sembrano quasi un messaggio, che essi portano dal cielo agli uomini.
La vetrata della Visione. La trifora, che guarda il convento ed è situata dalla parte della Celletta della Visione, riproduce il fatto, avvenuto nel convento di Camposampiero, dell’apparizione di Gesù bambino a s. Antonio. Il Santo è raffigurato in estasi e con le braccia aperte, in atto di accogliere Gesù Bambino, che, pieno di soavità e grazia, si muove verso di lui. Sopra Gesù Bambino angeli musicanti. Ai lati della vetrata centrale che rappresenta la grande visione, sono raffigurati i santuari antoniani di Padova e dell’Arcella. Sulla finestra dell’abside, accanto a questa trifora, due angeli presentano la supplica scritta: “Resta con noi, Signore”. Nella lunetta all’ingresso della Penitenzieria altri due angeli reggono lo stemma dell’Ordine francescano.
La vetrata del “Noce”. La trifora, che guarda a nord, verso il santuario del Noce, ricorda il fatto singolare della dimora del Santo su un grande Noce, dove il conte Tiso gli aveva costruito una celletta tra i rami: in essa s. Antonio pregava, dettava i suoi Sermoni, e predicava ai fedeli, che ivi accorrevano. Ai lati del Noce, che abbraccia tutta la trifora, si vede da una parte la figura del beato Luca Belludi, compagno fedele di s. Antonio, che scrive i Sermoni del Santo, dietro sua dettatura e dall’altra quella della clarissa beata Elena Enselmini che, estatica, contempla il Santo che ebbe in vita come maestro di vita spirituale. La figura della beata Elena è stata posta su questa trifora anche per richiamare la presenza del Monastero delle Clarisse, che sorge accanto al Noce. Dai piedi del Noce partono stuoli di colombe: raffigurano i frati e i fedeli che ripieni dello Spirito donato da questi luoghi si spargono per il mondo, come s. Francesco e s. Antonio, per annunciare il Vangelo. Infatti sulla finestra dell’abside, accanto a questa trifora, si leggono le parole di Gesù: “Vi dono la mia pace”.
Non sono da dimenticare gli artistici tondi d’angeli musicanti, anch’essi del pittore Dinetto, che chiudono una serie di oblò, praticati attorno alla cupola, che s’innalza sopra l’altare maggiore.
L’insieme dei colori, l’espressione, il movimento delle figure e l’alta idea che esse esprimono fanno di queste vetrate un’opera d’arte che si impone all’ammirazione e alla devozione. Esse avvolgono la chiesa in una mistica penombra, che invita al raccoglimento e alla preghiera.
 

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