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La Voce dei Santuari Antoniani

"La Voce dei Santuari Antoniani" è un semplice foglio mensile fronte-retro che si può trovare all'ingresso del Santuario della Visione,...

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Altari e Presbiterio


 La navata sinistra
kolbe-p

Appena entrati, ci si volga a sinistra. Sulla parete la statua di s. Massimiliano Kolbe in bronzo, opera dello scultore Carlo Ballyana (1983). Il martire di Auschwitz venne ai Santuari Antoniani il 24 gennaio 1930, in visita al compagno di studi e d’idealità spirituale nonché caro amico p. Girolamo Biasi (1897-1929). Insieme essi diedero vita al movimento mariano denominato “Milizia di Maria Immacolata”. Per questo l’idea che sottende la statua è di sollecitare il credente ad un incontro affettuoso con la Vergine, seguendo la spiritualità francescana.Crocif-p

Proseguendo, incontriamo l’altare del Crocifisso (1911). Nel mezzo del gruppo in marmo bianco di Carrara, emerge la figura di Gesù sulla croce, in basso a sinistra la Vergine Addolorata, in atteggiamento straziante; a destra s. Giovanni e ai piedi la Maddalena che abbracciata all’albero della croce vi si abbandona con grande trasporto. Esecutore della scultura è Francesco Sartor di Cavaso, nipote di  s. Pio X.Immac-p

Più oltre, s’innalza l’altare dell’Immacolata, di nobili forme, opera di Donazzan di Pove di Bassano. La statua della Madonna è della scuola Mayer, Monaco di Baviera. Interessante il bassorilievo rappresentante la proclamazione del dogma dell’Immacolata, avvenuta nel 1854.




Il presbiterio

Salendo il presbiterio, è ragguardevole il grande polittico "I miracoli e il volto santo di Gesù", donato al santuario nel 2012, che occupa tutta la parete sinistra. (Clicca qui per visualizzare le pagina dedicata). Gli altari laterali sono dedicati a s. Giuseppe e al Sacro Cuore di Gesù.
Presb-pA lato del tabernacolo vi sono le statue di s. Bonaventura e del Beato Bonaventura da Potenza. L’altar maggiore (1911) è lavoro del Cavallini di Pove di Bassano. Nel paliotto figurano quattro statue, rappresentanti i santi dell’Ordine francescano: s. Francesco, s. Giuseppe da Copertino, s. Ludovico vescovo e s. Elisabetta d’Ungheria.
Merita una sosta la tela esposta nell’abside, datata 1909, dipinta da Pietro Paietta (1845-1911): la visione di s. Antonio. L’uomo di Dio è rappresentato in un soffice alone di nubi; in ginocchio, le mani atteggiate a devota meraviglia, il bel viso giovane, la bocca semiaperta, i grandi occhi nell’incanto dell’estasi. Tra evanescenti figure d’angeli appare Gesù Bambino, che rivolge all’amico un cenno benedicente. Alla base, un’altra immagine d’infante, più corposa, come si addice a un ritratto: è Giovanni Battista (con-dedicatario dalla chiesa assieme ad Antonio); indossa una pelliccia, tiene in mano una piccola croce, cui si attorce un cartiglio, sul quale si leggono le parole: “Ecce Agnus Dei” (Ecco l’Agnello di Dio), riferite a Cristo. Accanto, il libro e il giglio, entrambi del Taumaturgo.
La grande tela è inserita nella cassa armonica dell’organo, appartenente alla pregiata e rinomata Fabbriceria patavina Domenico Malvestio (1935).
Sulla parete destra del presbiterio si trova un grande affresco del vecchio convento rappresentante s. Antonio in atto di predicare.

La navata destra

Scesi dal presbiterio ci si porta al luogo più rilevante del santuario: la Cella della Visione. Piccolo ambiente dalle pareti e soffitto in umili mattoni a vista (vedi scheda successiva).
altAnt-pTornando in chiesa, s’incontra l’altare di S. Antonio, del 1913, del Cavallini di Pove (Bassano) con la statua del Taumaturgo. Nel paliotto, di notevole interesse è la scultura in altorilievo rappresentante la morte del Santo. Questi giace moribondo disteso su un lettuccio e cavalletti, contorniato da confratelli oranti, affranti e piangenti. Da notare a compimento della scena, come in atto di uscire da una porta, una fanciulla scalza e una vecchia dai lineamenti paesani. La scultura è opera di Arturo Ferraroni.
altFR-pIl settimo è l’altare di s. Francesco e dei santi patroni dell’Ordine francescano secolare: s. Ludovico (Luigi) IX re di Francia, s. Elisabetta, margravia di Assia e Turingia. La struttura architettonica è di Donazzan da Pove di Bassano; le statue del fiorentino Aloisi.
In un piccolo cofano marmoreo ai piedi della statua di s. Francesco sono racchiuse le reliquie del beato Luca Belludi, compagno di s. Antonio portate nel Santuario della Visione nel 1938.
A seguire ecco il sacello del Servo di Dio p. Girolamo Biasi (cfr sotto).
Sulla parete di destra, appena entrati in Santuario, una lapide ricorda la figura di p. Antonio Bolognini (1868-1942), guardiano per molti anni del Convento, ideatore e promotore del Santuario della Visione e del Collegio Antoniano di Camposampiero, primo Provinciale della rinata Provincia Patavina di s. Antonio dai tempi del Santo.



Prima di uscire dalla chiesa merita uno sguardo la grande Crocifissione di pittore anonimo di età secentesca visibile sopra la bussola di ingresso.
Crocifissione

 

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